FAQ - Domande e risposte sulla monoclorammina

La differenza principale tra ipoclorito e monoclorammina risiede nella loro struttura chimica e nelle conseguenti differenze nelle loro proprietà disinfettanti.

Ipoclorito di sodio: è comunemente conosciuto come il componente attivo della candeggina. La forma attiva, ossia quella con proprietà disinfettante, è in realtà l’acido ipocloroso: il suo effetto è quindi fortemente influenzato dal pH e diminuisce drasticamente a pH superiore a 7. Essendo un forte ossidante, in virtù dell’instabilità del legame Cl-O, è un potente agente disinfettante  e viene utilizzato per una vasta gamma di scopi, inclusi la disinfezione dell’acqua (anche potabile) e l’igiene delle superfici. Tuttavia, data la sua spiccata reattività, può reagire con sostanze presenti nell’acqua, formando sottoprodotti indesiderati e pericolosi per la salute umana, come i trialometani. Può inoltre attaccare i materiali che compongono gli impianti idrici e idraulici, innescando fenomeni corrosivi.

Monoclorammina: è un agente disinfettante caratterizzato dalla ridotta reattività determinata dall’effetto stabilizzante del legame Cl-N. Viene solitamente impiegato per la disinfezione dell’acqua, sia potabile che industriale. Data questa caratteristica chimica, a confronto con l’ipoclorito risulta più persistente, garantendo una maggior copertura disinfettante, più compatibile con i materiali che compongono i sistemi e i circuiti idrici, meno incline a determinare la formazione e di sottoprodotti indesiderati. 

La scelta tra ipoclorito e monoclorammina dipende dalle circostanze specifiche e dalle esigenze di disinfezione. Sebbene entrambi siano efficaci agenti disinfettanti, la monoclorammina è preferibile in alcuni contesti, come nella disinfezione secondaria  dell’acqua potabile, in virtù della sua maggiore stabilità e della minore formazione di sottoprodotti nocivi, o per il trattamento di acque di processo, “sporche” e ricche di materiale ossidabile

Sì, l’acqua trattata con monoclorammina è sicura quando quest’ultima è utilizzata nel rispetto delle linee guida e delle normative vigenti in materia di acqua potabile. La monoclorammina è un efficace agente disinfettante che viene utilizzato per rendere l’acqua sicura per il consumo umano.

Quando l’acqua viene trattata con monoclorammina, questa sostanza reagisce con i microrganismi presenti nell’acqua, come batteri, virus e parassiti, eliminandoli e azzerando di conseguenza il rischio che essi possono rappresentare per la salute umana.. Inoltre, rispetto ad altri disinfettanti comunemente utilizzati, come ipoclorito di sodio e biossido di cloro, la monoclorammina permette la minimizzazione dei sottoprodotti di disinfezione, indesiderati perchè spesso potenzialmente dannosi per la salute.

Le autorità internazionali hanno stabilito rigorose linee guida per garantire che i livelli di monoclorammina nell’acqua siano sicuri per il consumo umano: in particolare, l’Organizzazione Mondiale della Salute ha stabilito in 3 mg/l la concentrazione massima di monoclorammina in acqua potabile per quale non si osserva alcun effetto avverso sulla salute.

Utilizzare acqua trattata con monoclorammina nell’acquario richiede alcune specifiche precauzioni di pretrattamento, necessarie in realtà quando l’acqua utilizzata contiene qualsiasi disinfettante a base di cloro: questi composti completamente innocui per le persone, possono essere nocivi per le delicate specie acquatiche. L’acqua buona per gli esseri umani non è necessariamente l’ambiente adatto alla vita dell’acquario: . la monoclorammina, come anche ipoclorito di sodio e biossido di cloro possono essere dannosi per gli organismi presenti al suo interno.

Prima di aggiungere l’acqua trattata con monoclorammina all’acquario, è quindi consigliabile, alternativamente:

  • filtrare l’acqua attraverso un n filtro decloratore (solitamente un filtro a carbone) idoneo a rimuovere il residuo di disinfettante presente. Solitamente gli acquari sono dotati di questi sistemi, ma è sempre consigliabile verificarne la presenza e il corretto funzionamento, nel rispetto delle specifiche tecniche. 
  • precondizionare l’acqua con l’aggiunta di specifici reagenti neutralizzanti acquistabili nei negozi specializzati, seguendo accuratamente le modalità d’uso specificate.
  • Solo dopo aver pretrattato adeguatamente l’acqua (e aver eventualmente verificato analiticamente l’efficacia del pretrattamento), si può impiegare l’acqua stessa nell’acquario senza alcun rischio per gli organismi in esso presenti. 

Il consumo di acqua potabile trattata con monoclorammina non comporta rischi per la salute di nessun individuo, neanche di quelli sottoposti a dialisi. 

Per quanto riguarda invece l’impiego dell’acqua per l’esecuzione del trattamento di dialisi, è bene precisare che essa deve essere priva di qualsiasi residuo di disinfettante, compresa quindi anche la monoclorammina.

Per questo motivo gli apparati per la dialisi sono, a norma di legge, dotati di sistemi di pretrattamento dell’acqua per la rimozione dei disinfettanti, solitamente basati su sistemi di filtrazione a carboni attivi correttamente dimensionati in modo da assicurare l’eliminazione completa di qualsiasi residuo.

Nel caso di pazienti dializzati presso il proprio domicilio, in particolar modo, si consiglia la verifica della presenza e del funzionamento di questi sistemi: vista la persistenza e stabilità della monoclorammina, se il gestore del servizio idrico impiega questo prodotto per la disinfezione secondaria, la concentrazione residua presente nell’acqua di rete alle utenze è spesso più elevata rispetto a quella di ipoclorito di sodio e biossido di cloro.

In generale, visto l’importanza rivestita dall’acqua nel processo di dialisi, è sempre fondamentale seguire attentamente le istruzioni degli esperti tecnici e sanitariper assicurarsi che l’acqua utilizzata durante la dialisi sia adeguatamente trattata e sicura per il paziente.

Secondo quanto documentato, la monoclorammina è, tra i disinfettanti a base di cloro, quello che determina il minor impatto sulle qualità organolettiche dell’acqua. Pur non essendo completamente neutra, solitamente è poco o per nulla percettibile alle concentrazioni utilizzate per il trattamento dell’acqua potabile. La percezione di odore e sapore è comunque soggettiva, e può variare da persona a persona.  

In alcuni casi, all’avvio di un processo di disinfezione con monoclorammina può verificarsi una temporanea e leggera alterazione di odore e sapore dell’acqua non dovuta al disinfettante, ma al suo effetto sul biofilm presente nella rete. Si tratta comunque di un effetto assolutamente transitorio e destinato a regredire velocemente.

La monoclorammina è un composto  incolore: se presente nell’acqua, quindi, , non conferisce un colore o aspetto specifico all’acqua stessa, che rimane  perfettamente trasparente e incolore. La sua presenza nell’acqua non può quindi essere determinata ad occhio nudo, ma può essere verificata con un apposito metodo di analisi.

La disinfezione dell’acqua potabile è un processo essenziale per proteggere la salute umana dai potenziali rischi microbiologici di cui l’acqua può essere portatrice. Disinfettare l’acqua è infatti cruciale per prevenire la diffusione di malattie causate da batteri, virus e altri microrganismi in essa presenti. 

L’acqua può essere contaminata da fonti naturali o antropiche,e la contaminazione microbica può essere presente all’origine oppure avvenire lungo la rete di distribuzione. 

Per questo si distinguono due diversi processi di disinfezione: la disinfezione primaria, che avviene presso l’impianto di produzione di acqua potabile, finalizzato all’eliminazione di eventuali contaminazioni presenti nel punto di captazione, e la disinfezione secondaria, effettuata immediatamente prima dell’immissione nella rete di distribuzione per garantire una copertura disinfettante nei confronti di eventuali contaminazioni o proliferazioni batteriche che possono svilupparsi lungo le tubazioni. Per questo tipo di applicazione, la monoclorammina risulta particolarmente indicata in virtù della sua stabilità e persistenza.

SI, la monoclorammina è un composto chimico comunemente utilizzato per la disinfezione dell’acqua potabile, la cui concentrazione è regolata da specifiche norme: il rispetto delle stesse rende l’acqua trattata con monoclorammina assolutamente sicura per il consumo umano. I gestori del servizio idrico impiegano il dosaggio di monoclorammina per proteggere la salute dei consumatori finali, dato che l’acqua potrebbe contenere microrganismi pericolosi per la salute umana. Lo scopo dell’addizione di un disinfettante come la monoclorammina è l’eliminazione di questi microrganismi e il controllo di eventuali ricontaminazioni lungo tutto la rete di distribuzione, fino alle utenze finali.

Come nel caso del dosaggio di qualsiasi altro disinfettante, i gestori che impiegano monoclorammina provvedono inoltre al monitoraggio chimico-microbiologico dell’acqua per confermare la conformità di tutti i parametri rilevanti, a completa tutela della salute dei consumatori.