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Disinfezione con monoclorammina e metodi analitici 

Metodi analitici - Monoclorammina

L’importanza dei controlli analitici

Come per qualsiasi altro biocida, anche nel caso della monoclorammina è importante eseguire periodicamente analisi per la determinazione della concentrazione di disinfettante residuo con un metodo analitico adatto per una accurata quantificazione dell’analita di interesse. Similmente, qualora si intendano analizzare altri parametri, come ad esempio l’ammonio (di cui il D.Lgs. 18/2023 prescrive la verifica in caso di dosaggio di monoclorammina), è essenziale assicurarsi che la metodica scelta per l’esecuzione dell’analisi non sia influenzata dalla presenza di monoclorammina. Quest’ultima, infatti, si comporta da interferente positivo (in grado cioè di determinare una sovrastima) nella maggior parte delle metodiche utilizzate per la quantificazione dell’ammonio in campioni di matrice acquosa, portando di conseguenza ad esiti non affidabili.

Prima di scendere nel dettaglio degli specifici metodi di analisi è bene precisare che, come nel caso di altri disinfettanti, anche per quanto riguarda la determinazione della monoclorammina è preferibile procedere con la misura della stessa sul campo, al momento del campionamento. Questo perchè in caso di raccolta, conservazione  e successiva analisi del campione, la concentrazione di monoclorammina può subire una riduzione nel tempo, più o meno lenta a seconda di diversi fattori, non facili da prevedere e controllare.

Analisi della monoclorammina

Sulla base delle attuali conoscenze disponibili, il metodo d’elezione per la determinazione della concentrazione di monoclorammina è il metodo dell’indofenolo modificato (metodo 10200 di HACH Lange). Questo metodo si basa sul principio per cui, in presenza di un catalizzatore cianoferrato, la monoclorammina reagisce con un fenolo sostituito formando un complesso monoiminico che reagisce con lo stesso fenolo sostituito presente in eccesso per formare un indofenolo di colore verde-blu misurabile ad una lunghezza d’onda di 655 nm con uno spettrofotometro e a 610 nm con un colorimetro.

Tale metodica corrisponde a quella ufficiale indicata dalla US-EPA (Environmental Protection Agency) per la determinazione della monoclorammina in acqua potabile (Alexander, M., T. Waters, D. Wahman, AND G. Smith. Method 127: Determination of Monochloramine Concentration in Drinking Water. U.S. Environmental Protection Agency, Washington, DC, 2021).

Analisi dell’ammonio

Questo metodo consente anche la determinazione della concentrazione di ammonio libero. Quest’ultimo può essere quantificato mediante confronto dell’intensità di colore tra A) un’aliquota di campione trattata con il solo catalizzatore cianoferrato, che permette la rilevazione della sola monoclorammina, e B) un’aliquota del campione precedentemente trattata con reattivo contenente cloro, cosa che permette di convertire l’ammonio libero in monoclorammina e di misurare di conseguenza per successiva aggiunta del catalizzatore cianoferrato, la somma di monoclorammina e ammonio. La differenza tra il valore misurato per l’aliquota B) e quello misurato per l’aliquota A) corrisponde alla concentrazione di ammonio libero presente nel campione di acqua.

Ultimo aggiornamento:
13 Febbraio 2024
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