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I 5 vantaggi della monoclorammina

Vantaggi della monoclorammina

Viste le sue caratteristiche e peculiarità, la monoclorammina risulta essere il disinfettante ideale per molteplici applicazioni, che vanno dal controllo di Legionella nelle reti di distribuzioni interne agli edifici, fino alla disinfezione secondaria nei sistemi acquedottistici e al trattamento delle acque industriali. I suoi vantaggi possono essere riassunti in 5 punti:

1° dei vantaggi:
la monoclorammina il miglior disinfettante

Tra i vantaggi principali della monoclorammina c’è sicuramente la sua efficacia disinfettante: grazie alle proprie caratteristiche chimiche peculiari, è in grado di agire in maniera selettiva, reagendo specificamente con alcuni specifici gruppi chimici presenti nelle proteine dei microrganismi, bloccandone l’attività e provocando la conseguente morte delle cellule.

La sua efficacia ad ampio spettro risulta quindi inalterata anche in presenza di biofilm, che è in grado di penetrare efficientemente, o di composti presenti nell’acqua, che con altri disinfettanti contribuiscono al consumo indesiderato degli stessi con conseguente formazione di sottoprodotti di reazione, spesso pericolosi per la salute. Negli anni diverse pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato la sua efficacia non solo nei confronti di Legionella e Pseudomonas, ma anche di altri microrganismi più resistenti alla disinfezione quali micobatteri, funghi e amebe.

Approfondimento su “Prevenzione Legionella”

2° dei vantaggi:
Massima penetrazione del biofilm

Come anticipato al paragrafo precedente, la monoclorammina, contrariamente ad altri disinfettanti, non reagendo con la matrice extracellulare che costituisce l’architettura tridimensionale del biofilm riesce a diffondere attraverso lo stesso raggiungendo a concentrazioni sostanzialmente inalterata anche gli strati più profondi, risultando quindi efficace nei confronti dei microrganismi che in esso risiedono. Questo meccanismo d’azione da un lato scongiura uno spreco indesiderato di disinfettante, che viene consumato solo nella reazione con il suo bersaglio specifico, ovvero i microrganismi.

Dall’altro, assicura un meccanismo di rimozione del biofilm sicuro e senza effetti indesiderati: le esperienze applicative dimostrano come la monoclorammina permetta di scongiurare il rilascio di frammenti di biofilm contenenti cellule vive (e quindi potenzialmente pericolose) al proprio interno. Privato dei propri ospiti, il biofilm si decompone gradualmente, fino ad essere completamente rimosso, in totale assenza di effetti indesiderati sulle qualità organolettiche dell’acqua.

Approfondimento su “Penetrazione biofilm”

3° dei vantaggi:
Nessun rischio di corrosione

La corrosione e l’infragilimento delle tubazioni in metallo o plastica, rispettivamente, rappresenta uno dei rischi principali associati all’impiego di un sistema di disinfezione, sia nel caso di shock una tantum ad elevate concentrazioni, che in caso di utilizzo in continuo.  Forti ossidanti come cloro e biossido di cloro risultano molto aggressivi nei confronti di ogni tipo di materiale.

Per questo il loro impiego può causare fenomeni indesiderati, quali la comparsa di acqua rossa e l’instaurarsi di processi corrosivi a carico delle componenti metalliche che non solo determina un assottigliamento delle stesse, con conseguente rischio di rotture e perdite, ma comporta anche un consumo consistente di disinfettante: laddove si instaurano processi corrosivi, la maggior parte del biocida dosato viene consumato proprio in queste reazioni di ossidoriduzione indesiderate, inducendo l’innesco di un circolo vizioso che spinge ad un progressivo aumento dei dosaggi, con conseguente peggioramento della corrosione senza alcun miglioramento in termini di controllo microbiologico. 

Nel caso delle plastiche invece, particolarmente deleterio è l’effetto del biossido di cloro, che grazie alla propria natura disciolto, diffonde nella rete formata dalle catene dei polimeri e determina la rottura dei legami che tengono queste ultime unite fra loro, causando letteralmente lo sbriciolamento dei materiali.

Grazie al proprio blando potere ossidante e alla sua specificità di bersaglio, la monoclorammina al contrario non interagisce chimicamente con metalli e plastiche, con cui risulta quindi completamente compatibile anche in caso di utilizzo continuo e prolungato. 

Approfondimento su “No corrosione”

4° dei vantaggi:
Stabilità e persistenza

La stabilità chimica che caratterizza la monoclorammina è la ragione che spiega chimicamente la  sua elevata persistenza nel tempo e nello spazio, proprietà che assicura un efficace “effetto residuo” anche in reti di distribuzione caratterizzate da un elevato tempo di residenza dell’acqua e con punti poco utilizzati e tendenzialmente stagnanti, così come di reti molto estese, lunghe o ramificate  Basti considerare che il suo tempo di dimezzamento è circa 10 volte superiore a quello del cloro e addirittura 20 volte superiore a quello di biossido di cloro, anche in acqua calda.

Approfondimento su “Alta stabilità”

5° dei vantaggi:
Assenza di sottoprodotti

L’impiego della monoclorammina viene spesso preferito anche per la risoluzione di problemi legati alla presenza di sottoprodotti spesso riscontrata in caso di dosaggio di ipoclorito e biossido di cloro (e. THM HAA, cloriti e clorati). Diversi studi dimostrano infatti come la disinfezione con monoclorammina permetta una riduzione della concentrazione di sottoprodotti facilitando, nel caso dell’acqua potabile, il rispetto dei limiti sempre più stringenti imposti dal D. Lgs. 18/2023 relativo alla qualità dell’acqua potabile. Per meglio comprendere queste considerazioni, oltre a fare riferimento alla già citata stabilità, che scongiura reazioni non specifiche della molecola con potenziali precursori di sottoprodotti presenti nell’acqua, il può considerare l’equazione che ne descrive  la reazione chimica di sintesi:

NH3+HOCl->NH2Cl+H2O

Se la reazione viene condotta, mediante apposite soluzioni tecnologiche, in condizioni controllate ottimali sia in termini i pH che di concentrazione dei due precursori , di fatto l’unico prodotto secondario della reazione di sintesi è rappresentato da acqua. Per realizzare tali condizioni però, è essenziale avere un controllo accurato del dosaggio dei due reagenti, per escludere la presenza di cloro e ammonio residui, ed evitare lo stoccaggio della monoclorammina a concentrazioni elevate, condizione in cui è favorita la sua autodecomposizione.

Ultimo aggiornamento:
12 Ottobre 2023
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